DICEMBRE 2015
 

Composizione sociale italiana e nuovo sviluppo: scenari per un ruolo attivo dell'impresa sociale

Dopo la crisi la ripresa: l’economia, la società, le istituzioni sono cambiati, anche a seguito di uno straordinario sforzo di sopravvivenza e riposizionamento. La domanda alla quale questo saggio vuole rispondere è relativa alla composizione sociale che sta attuando la strutturale transizione di questi anni: qual è l’articolazione sociale che caratterizza il nostro Paese nella fase di uscita dalla crisi? La crisi ha rilanciato una connotazione della nostra società molecolare, molto differenziata, ad alta soggettività, a basso radicamento, piena di aspettative e di obiettivi diversi, e ha reso più stringenti alcune patologie sociali, quali la precarizzazione del lavoro, la povertà e le disuguaglianze sociali. Fenomenologie reali e significative che alimentano però letture statiche della realtà sociale, come quella della terza società degli esclusi. Invece, per capire come promuovere e accompagnare un nuovo sviluppo l’attenzione va posta sui processi per intercettare eventuali nuovi protagonismi di massa, collettivi, in grado di generare una dinamica di crescita. 

Composizione sociale italiana e nuovo sviluppo: scenari per un ruolo attivo dell'impresa sociale

Economia collaborativa nelle imprese cooperative

Economia collaborativa nelle imprese cooperative

L’economia collaborativa definisce un nuovo modello organizzativo e di business basato sull’uso di piattaforme digitali per connettere tra loro persone che vogliono scambiarsi beni o servizi in modo diretto, semplice, e con la minima intermediazione. Tale modello ha visto un boom negli ultimi anni, soprattutto grazie alla rapida crescita di alcune piattaforme che ne hanno mostrato l’enorme potenziale in termini di mercato e di valore commerciale. Sono tuttavia rimaste nell’ombra le esperienze che hanno cercato di usare il modello piattaforma in connessione con finalità di tipo più solidaristico o sociale. Questo contributo vuole mettere in luce le aspirazioni e le potenzialità dell’economia collaborativa per le imprese cooperative, discutendo come queste possono fare uso di tale modello o mutuarne parzialmente alcuni elementi, adattandoli attentamente alle proprie finalità ed identità. Al termine dell’analisi, si proverà inoltre a delineare alcune sfide per il futuro e a richiamare gli aspetti maggiormente critici sui quali sarà necessaria ulteriore ricerca e riflessione, sia dentro che fuori dal mondo cooperativo. 

Valutare l'impatto sociale

Valutare l'impatto sociale

La necessità di soffermarsi sul tema dell’impatto generato dalle imprese sociali nasce dal passaggio da un modello di welfare state ad uno di welfare society (o “civile”), all’interno del quale il terzo settore – agente fondamentale del rinnovato modello di welfare – subisce anch’esso una metamorfosi, passando dall’essere redistributivo a produttivo. Ciò indica una diversa modalità di reperimento delle fonti di finanziamento, con inevitabili conseguenze sulla necessità di implementare strumenti per la valutazione dell’impatto del proprio operato. All’interno di questo cambiamento di scenario, il presente saggio intende approfondire il tema della valutazione dell’impatto delle imprese sociali a partire dalla definizione di nuove modalità di produzione di valore aggiunto, evidenziando come l’utilizzo di elementi legati al concetto di impatto (la catena del valore dell’impatto, il coinvolgimento degli stakeholder nel processo di misurazione, ecc.) siano strategici per generare valore e per la sua conseguente valutazione in termini di impatto. A seguito di una ricognizione di metodologie e strumenti esistenti a livello internazionale sul tema, il saggio intende offrire una proposta elaborata dagli autori (Social Enterprise Impact Evaluation – SEIE), ovvero una griglia composta da sette dimensioni, ciascuna declinata in indicatori volti a rilevare il contributo specifico in termini di impatto da parte delle imprese sociali. 

Un’esperienza di co-produzione: il caso del progetto 'Dire Famiglia'

Un’esperienza di co-produzione: il caso del progetto 'Dire Famiglia'

Questo contributo propone l’analisi di un’esperienza di co-produzione di servizi educativi per l’infanzia e la famiglia nata dalla partnership tra enti pubblici (Università di Verona, Comune e ASL di Mantova) ed imprese nonprofit (cooperativa sociale Il Giardino dei Bimbi e Consorzio Solco Mantova). Il progetto “Dire Famiglia” si configura come una vera e propria ricerca-intervento in quanto si pone l’obiettivo di innescare un processo di innovazione sociale nel settore dei servizi socio-educativi, attraverso: a) innovazioni di processo – nuove modalità di erogazione e di partecipazione ai servizi del territorio sia per quanto concerne il ruolo delle Pubbliche Amministrazioni che per quello giocato dalle famiglie che utilizzano i servizi; b) innovazioni di prodotto – nuovi per la famiglia e l’infanzia in grado di rispondere alle mutate esigenze delle famiglie in tempi di crisi economica.