Accanto ad esperienze positive, il lavoro degli assistenti sociali nel Terzo settore deve fare i conti con pratiche assai discutibili, consistenti in fornitura, da parte di cooperative, di unità di personale che operano nei servizi sociali pubblici con stipendi minori e in condizione di precarietà: una doppia appartenenza che si trasforma in non appartenenza e insoddisfazione.