Come è possibile innovare nel campo dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti senza esporsi al rischio di essere accusati di peculato, turbativa d’asta o favoreggiamento dell’immigrazione clandestina? Se è di inclusione autentica che vogliamo parlare, non sono forse queste stesse regole frutto di un approccio securitario ed emergenziale ad aver fatto il loro tempo?