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ISSN 2282-1694
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Numero 2 / 2026

Editoriale

Cosa trovate in Impresa Sociale 2/2026

Redazione

Il numero 2/2026 di Impresa Sociale si snoda tra diversi registri e contenuti.

Nella prima parte la Rivista ritorna ad occuparsi di amministrazione condivisa, già al centro di due approfondimenti nel 2023 (numero 3/2023 e numero 4/2023), per affrontare tre specifiche aree sensibili di questo tema. Un contributo di ricerca di Giustina Milani confronta tre diverse soluzioni per gestire in modo collaborativo il welfare consolidato – quindi, non solo progetti specifici e delimitati, ma porzioni significate dei servizi istituzionalmente assicurati ai cittadini – comparandone punti di forza e possibili criticità. Paolo Pezzana affronta una delle aree più delicate delle coprogettazioni, quello della rendicontazione, che rischia di appesantire a tal punto il procedimento da spingere sia le amministrazioni sia il Terzo settore per soluzioni competitive tradizionali, proponendo l’adozione di Unità di Costo Standard come soluzione compatibile con la normativa vigente e in grado di snellire radicalmente la rendicontazione. Gianfranco Marocchi esplora l’atteggiamento del Terzo settore di fronte all’amministrazione condivisa, provando a mettere in luce tanto i motivi di entusiasmo quanto gli elementi che determinano resistenze e provando ad individuare e discutere i motivi di queste ultime.

La seconda parte della Rivista raccoglie quattro articoli frutto di ricerche empiriche o di approfondimenti tematici. Vera Lomazzi analizza come le imprese sociali possano confrontarsi con l’innovazione sociale di genere, che non può esaurirsi nella mera riserva alle donne di posizioni direttive, ma richiede un’evoluzione culturale per la quale non sempre le imprese sociali appaiono essere del tutto attrezzate. Virna Zanini e Silvia Sacchetti studiano il caso di un progetto sviluppato in provincia di Bolzano per ragionare sui meccanismi che portano all’innovazione, con particolare riferimento agli spazi creativi nell’azione della pubblica amministrazione e alle dinamiche associate al trasferimento di buone prassi. Emma Lorenzini, Giulia Menel, Davide Mori e Eugenio Zazzara presentano il caso studio de La Foresta che a Rovereto ha dato vita ad un originale esperimento di governance partecipata ispirato ai principi della sociocrazia. Maria Cristina Antonucci illustra una ricerca finalizzata a comprendere il ruolo dei Centri di Servizio per il Volontariato nelle aree montane, mettendo in luce il ruolo che essi rivestono nel sostenere le espressioni di solidarietà orizzontale di questi territori.

I successivi due articoli sono dedicati a strumenti utili agli imprenditori sociali. Silvia Mugnaini descrive L.E.N.S., una metodologia di check-up organizzativo orientata a guidare le organizzazioni verso atteggiamenti trasformativi. Luigi Croce e Salvatore Semeraro confrontano le previsioni d.lgs. 62/2024 e della Legge 68/1999 relativamente all’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

Infine, due articoli che collocano impresa sociale ed economia sociale in una prospettiva politica. Gianluca Salvatori argomenta come l’economia sociale offra non soltanto un modello economico alternativo, ma una proposta di riorganizzazione del rapporto tra Stato e mercato e tra Stato e società civile. Lorenzo Sacconi, intervistato da Massimo Olivari, individua nella governance dell’impresa sociale la chiave per costruire un sistema economico capace di affrontare il problema delle disuguaglianze alla radice e non solo con strumenti redistributivi.

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