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ISSN 2282-1694
Tempo di lettura:  3 minuti
Argomento:  Esperienze
data:  10 settembre 2021

Coopfond verso il rating di sostenibilità

Simone Gamberini

Il Fondo mutualistico di Legacoop sta elaborando un nuovo strumento per valutare l'impatto dei propri interventi e accelerare la transizione verso la sostenibilità delle cooperative. Il rating di sostenibilità sarà l’evoluzione dell’attuale rating di qualità sociale e contribuirà ad orientare le scelte sui progetti da finanziare.


Un rating per misurare la sostenibilità dei progetti ed orientare le strategie di investimento del Fondo. È il nuovo passo che Coopfond, il Fondo mutualistico di Legacoop, si prepara a compiere lungo la strada per misurare l’impatto dei propri interventi e trasformarli sempre di più in un volano capace di accelerare la transizione verso la sostenibilità delle cooperative.

Si tratta di un tema da tempo al centro dell’attenzione di Coopfond, che ha avuto una spinta ulteriore dall’emergenza sanitaria, che ha stimolato a mettere al centro la sostenibilità e la necessità di costruire un’economia più attenta all’ambiente e alle comunità. In tale scenario, diventa strategico riuscire a catalizzare nuove risorse e attivando nuovi soggetti della finanza d’impatto che raramente lavorano con le cooperative, rendendo il nostro mondo attrattivo anche per questi attori.

Questo cammino è iniziato l’anno scorso con un primo bando per finanziare i progetti delle cooperative per la transizione verso la sostenibilità, che ha premiato 10 progetti. Ma questo percorso richiede come passaggio ulteriore quello di rimettere in discussione il proprio operato e i risultati conseguiti. A questo fine è stato elaborato così il primo Bilancio di sostenibilità, che ha provato ad analizzare gli interventi realizzati dal Fondo per verificarne l’impatto. Per farlo si è scelto di imparare dai migliori, utilizzando il framework promosso da Impact Management Project (IMP), una rete a cui partecipano rilevanti attori del mondo della finanza sostenibile come Root Capital, UBS e Snowball, i quali rappresentano delle best practice internazionali per quanto concerne la capacità di generare impatti positivi nel contesto in cui operano.

È stato così misurato il contributo del Fondo agli SDGs, analizzando gli interventi in portafoglio e riclassificandoli in quattro categorie. Il modello si basa sulla premessa che tutte le attività, e quindi tutti gli investimenti, generano effetti, positivi o negativi, su persone e pianeta. Questa analisi di dettaglio ha permesso di creare un collegamento tra i 436 interventi realizzati e i principali SDGs che il Fondo ha individuato come quelli principali per la natura delle sue attività. 

I risultati sono stati confortanti: quelli che causano o potrebbero causare danni sono appena il 4,3% e viceversa quelli che portano benefici il 6%, mentre quelli finalizzati ad evitare danni arrivano all’85,1%. Tra questi interventi quattro sono gli SDGs maggiormente gettonati: 177 contribuiscono all’obiettivo numero 8 (lavoro dignitoso e crescita economica), 30 all’obiettivo numero 2 (sconfiggere la fame), 5 al numero 12 (consumo e produzione responsabili).

Questo risultato trova a nostro avviso le proprie radici nel fatto che lo scopo delle stesse cooperative è di tipo mutualistico, quindi consiste nel soddisfare i bisogni espressi dai soci di lavoro, servizi, casa, invece di remunerarne il capitale tramite la distribuzione di dividendi, ed è inoltre parte della loro natura anche l’attenzione alla mutualità esterna, cioè agli effetti generati sulle comunità di riferimento. Il Fondo ha a che fare, insomma, con soggetti sostenibili quasi per natura. Una buona base per procedere con decisione lungo questa strada.

Dopo questo primo passaggio, quest’anno si è deciso di fare così un passo in più, quello appunto di elaborare un “rating di sostenibilità”; per questo, durante il mese di luglio attraverso un lavoro di stakeholder engagement sono stati innanzitutto aggiornati i temi prioritari, elaborando una nuova matrice di materialità, cioè incrociando la rilevanza strategica attribuita ai diversi temi con le priorità indicate dagli stakeholder. In linea con quanto provocato dalla pandemia, la Gestione degli impatti ambientali risulta il tema sul quale si concentrano i maggiori interessi rispetto ai risultati conseguiti nel 2020, seguito dal tema Crescita e innovazione. Questi esiti verranno ora collegati agli Sdgs più rilevanti per l’azione di Coopfond e su questa base verrà così costruito il rating di sostenibilità. Per ognuno dei dieci temi prioritari – dalla valorizzazione del ruolo della cooperazione all’integrità ed eticità del business passando per il sostegno all’occupazione e la gestione degli impatti ambientali – sono stati individuati indicatori e fonti per rintracciare il dato che consente di dare un voto al comportamento dell’impresa o alla valenza del progetto sotto quel particolare aspetto.

Il rating di sostenibilità sarà l’evoluzione dell’attuale rating di qualità sociale e si affiancherà a quello finanziario e contribuirà ad orientare le scelte del Fondo sui progetti da finanziare, al fine di imprimere un’accelerazione alla transizione verso la sostenibilità delle cooperative che vengono finanziate, premiando i progetti che più e meglio si muovono in questa direzione.

Rivista-impresa-sociale-Simone Gamberini Coopfond S.p.A.

Simone Gamberini

Coopfond S.p.A.

Direttore generale di Coopfond spa, Fondo Mutualistico di Legacoop, dal gennaio 2020. Vicepresidente di Cooperare spa e membro del Cda di Coop Alleanza 3.0. Direttore Generale di Legacoop Bologna dal 2015 al 2019. Dal 1994 si occupa della promozione di cooperative nel settore delle Industrie Culturali e Creative. Dal giugno 2008 è presidente dell’Istituto nazionale per lo studio e il controllo dei tumori e delle malattie ambientali “B. Ramazzini”.Dopo una esperienza amministrativa in qualità di Sindaco del Comune di Casalecchio di Reno (2004-2014), rientra nel modo cooperativo per occuparsi dei progetti di innovazione e trasformazione Digitale delle imprese cooperative. Nel 2015 è nominato Direttore generale di Legacoop Bologna ed è coordinatore del Progetto Biennale dell’Economia Cooperativa. Coordina e promuove i progetti Coopstartup e Going Digital Legacoop. Dal gennaio 2020 viene nominato Direttore generale di Coopfond spa.

Tempo di lettura:  3 minuti
Argomento:  Esperienze
data:  10 settembre 2021
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