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ISSN 2282-1694
Tempo di lettura:  4 minuti
Argomento:  Attualità
tag:  Sanità
data:  20 dicembre 2021

L’emergenza del trasporto sanitario di emergenza

Alessandro Fabbri

Uno degli ambiti di intervento più delicati, quello del trasporto sanitario di emergenza, è interessato da criticità preoccupanti, dalle infiltrazioni della malavita alla tendenza a ricercare risparmi oltre i limiti della ragionevolezza; di qui la necessità di ripensare il rapporto tra aziende sanitarie e Terzo settore.


Il trasporto sanitario di emergenza e urgenza è, per sua natura, una componente importante di qualsiasi sistema sanitario. Ciò è particolarmente vero durante l’attuale pandemia, quando anche una normale disinfezione (o “sanificazione”) può fare la differenza tra la sicurezza personale ed un pericoloso contagio.

In Italia questa attività ha visto collaborare istituzioni pubbliche ed organizzazioni costituite in seno alla società civile già molti decenni prima dell’istituzione del SSN. Collaborazione, ma talvolta anche scontro, sia tra i due settori sia all’interno di ciascuno di essi. Negli ultimi decenni la situazione sembra essersi stabilizzata per vari motivi, come l’istituzione del servizio 118 e di un sistema di convenzioni, nonché una maggiore sinergia fra le principali ODV/RAN attive nel settore, ossia ANPAS, Croce Rossa Italiana e Misericordie, che ho già avuto modo di illustrare in un precedente articolo. L’articolo 57 del Codice del Terzo settore, del resto, dimostra plasticamente che il contributo del Terzo settore in questo ambito è ritenuto dal legislatore talmente importante da essere tutelato da derive economicistiche, ossia, essenzialmente, dalla concorrenza da parte di soggetti che puntino a fare di questa attività una mera fonte di guadagno, siano esse enti forprofit o nonprofit di facciata.

La sola norma non può essere però sufficiente e si ripresentano con una certa frequenza casi in cui il rapporto tra enti pubblici e Terzo settore per interventi di soccorso in ambulanza assume caratteri controversi, in alcuni casi addirittura di prossimità con il mondo della criminalità organizzata (ad esempio recentemente ciò viene documentato da un’indagine a Castellammare di Stabia[1]).

L’ultimo caso, oggi oggetto delle attenzioni della magistratura, riguarda una cooperativa sociale affidataria di appalti pubblici per il servizio ambulanze in tutta Italia[2], che ha subito il sequestro di molti suoi beni in quanto, secondo la Guardia di Finanza, sospettata di vincere appalti sotto costo per poi operare con un numero di mezzi più basso del dovuto, con conseguenti disservizi a danno dei cittadini[3]; in quanto tale il caso dovrà essere approfondito – i soci lavoratori di questa cooperativa sociale hanno protestato pubblicamente, rivendicando la propria correttezza e professionalità[4] – e solo in sede di giudizio si potrà verificare se l’operato di tale impresa sia stato o meno censurabile.

Ma, a prescindere dal caso specifico: è possibile operare affinché un’attività delicata come il soccorso sia messa al riparo da atteggiamenti opportunistici? È una soluzione, come talvolta alcuni sembrano pensare, quella di precludere questo ambito di attività alle imprese sociali, riservandolo non “prioritariamente” ma esclusivamente al volontariato[5]?

Questa ipotesi, basata su una ipotetica maggior “purezza di intenti” di una parte del Terzo settore rispetto ad un’altra, può sembrare una via semplice e immediata, ma a ben vedere nulla può garantire che enti gestiti da persone spinte da intenti speculativi si presentino con la veste di ODV. Sfortunatamente, infatti, questo status giuridico non è di per sé impermeabile all’illegalità, malgrado le grandi Reti Associative abbiano strumenti, come il commissariamento, che permettono di isolare e bloccare eventuali realtà deviate al loro interno. Il fatto che questo problema sia estremamente attuale è rispecchiato dalle dichiarazioni rilasciate da alcuni dei più importanti leader del nostro Terzo Settore in una serie di interviste, svolte tra marzo e maggio di quest’anno e raccolte da un instant book recentemente pubblicato dall’Osservatorio Terzjus (AA.VV. 2021: 104), dove il presidente di una delle maggiori Organizzazioni di Volontariato del settore constata come «la strada è ancora lunga, e c’è molto bisogno di chiarezza» e «Alle volte esistono zone grigie del volontariato, che in realtà è lavoro nero, e che spesso rovina l’immagine della maggioranza delle associazioni».

Agire sul fronte della vigilanza interna agli enti è sicuramente importante, ma al tempo stesso sarebbe opportuno operare anche sull’altro fronte, ossia quello del soggetto pubblico che emana i bandi. Sempre fatto salvo l’esito del giudizio sulla vicenda prima richiamata, se da una parte abbiamo una cooperativa sospettata di avere commesso irregolarità comprimendo oltre misura i costi, dall’altra abbiamo certamente un’amministrazione pubblica che l’offerta con – secondo le parole della Guardia di Finanza – “prezzi talmente bassi che talvolta superavano il limite della anti-economicità” l’ha accettata, ritenendola la migliore.

Al di là delle formalità di aggiudicazione – prezzo più basso o offerta economicamente più vantaggiosa –su questo è necessario avviare una seria riflessione. Come è possibile che servizi di estrema delicatezza, da cui dipende la vita dei cittadini, siano di fatto attribuiti con criteri da hard discount, che spesso ci sembrano imprudenti anche quando dobbiamo acquistare un pacco di pasta? Quante volte, pur nella formale considerazione di elementi di qualità, nei fatti sono premiate proposte che hanno come elemento di principale attrattiva risparmi esorbitanti? E, ancora: ha senso, anche alla luce di quanto gli economisti ci insegnano rispetto ai rischi di opportunismo nei settori di mercato esposti alle asimmetrie informative (si veda questo articolo di Carlo Borzaga), valutare positivamente i risparmi economici e confidare nei controlli ex post per stanare le eventuali irregolarità?

Questa vicenda apre a tanti paradossi. La competizione di mercato è spesso evocata dagli oppositori dell’art. 57 che si rivolgono alla Corte di Giustizia europea, ma quello che appare necessario è invece un serio ragionamento su come proprio tali meccanismi siano alla base di esiti disastrosi.

Questo non esime né il Terzo settore dall’esercitare un serrato autocontrollo nei settori più sensibili, né i soggetti pubblici dal mettere in atto ogni attenzione nell’applicazione degli istituti del Codice del Terzo settore.

Quello che ad oggi si può affermare con forza è che la semplice ricetta che vede nella competizione serrata la garanzia per il benessere del cittadino appare datata e in contrasto con i fatti.

 

Bibliografia

AA.VV. (2021), Riflessioni e dibattito sulla Riforma. Dalla voce di chi rappresenta gli enti non profit e le reti, un’analisi sulla Riforma del Terzo Settore: una raccolta completa di istanze e riflessioni sul percorso del Terzo Settore, Open Terzo Settore srl.

 

Sitografia

 

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/12/04/news/castellammare_mercato_ittico_clan_d_alessandro-328859579/.

https://terzjus.it/articoli/note-e-commenti/laffidamento-di-servizi-ai-sensi-dellart-57-cts-nota-a-corte-cost-n-255-2020/.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/10/18/ambulanze-non-sanificate-e-appalti-truccati-sequestrata-cooperativa_f334ed51-15fb-411f-9d8a-9419dd212a99.html.

https://www.areu.lombardia.it/documents/11064/4273447/DELIBERA+DI+INDIZIONE/e35e5d30-b531-4d9d-a08a-6d71178db866.

https://www.romatoday.it/attualita/lavoratori-first-aid-one-italia-protesta-roma.html.

[1] Cfr. https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/12/04/news/castellammare_mercato_ittico_clan_d_alessandro-328859579/ (ultimo accesso: 04.12.2021).

[2] Cfr. https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/10/18/ambulanze-non-sanificate-e-appalti-truccati-sequestrata-cooperativa_f334ed51-15fb-411f-9d8a-9419dd212a99.html (ultimo accesso: 08.11.2021).

[3] Ibidem.

[4] Cfr. https://www.romatoday.it/attualita/lavoratori-first-aid-one-italia-protesta-roma.html (ultimo accesso: 08.11.2021).

[5] Cfr. https://terzjus.it/articoli/note-e-commenti/laffidamento-di-servizi-ai-sensi-dellart-57-cts-nota-a-corte-cost-n-255-2020/ (ultimo accesso: 08.11.2021).

Rivista-impresa-sociale-Alessandro Fabbri Università di Bologna

Alessandro Fabbri

Università di Bologna

Assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università di Bologna.

Tempo di lettura:  4 minuti
Argomento:  Attualità
tag:  Sanità
data:  20 dicembre 2021
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