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ISSN 2282-1694
Tempo di lettura:  6 minuti
Argomento:  Impresa sociale
data:  29 luglio 2020

L’impresa sociale e impresa for profit: la relazione che produce cambiamento

Laura Bongiovanni

I dati delle indagini Isnet documentano come le imprese sociali più dinamiche sappiano instaurare relazioni con le imprese for profit e come questo determini effetti positivi sulla trasformazione di tutti i soggetti coinvolti e risultati apprezzabil sui progetti di inserimento lavorativo.


Nella fase di gestione della pandemia è emersa in modo chiaro la capacità dell’impresa sociale di rispondere all’emergenza; l’impresa sociale è stata infatti in prima linea nella gestione della crisi Covid al fianco di altri attori e istituzioni. Oltre alla doppia produttività economica e sociale, l’impresa sociale si è dimostrata “emergenziale” perché capace di intercettare ciò che emerge nelle comunità, le difficoltà, ma anche le opportunità, adattandosi al sistema con la proposta di risposte mirate al mutare dei contesti.

È una caratteristica che testimonia una capacità di visione e di ascolto attivo e della presenza di confini aperti e non rigidi. L’impresa sociale però è “emergenziale” nel duplice senso di rispondere a ciò che emerge, ma anche di modificare l’esistente: una volta entrate in campo le imprese sociali cambiano le relazioni negli altri settori, sia la pubblica amministrazione che l’impresa for profit. Si innesca così un processo trasformativo, in cui tutti gli attori in gioco diventano co-protagonisti del cambiamento.

È questa una funzione che non è né suppletiva né sostitutiva, ma capace di interagire con tutte le parti in gioco ugualmente coinvolte con funzione di reciprocità. Non è l’impresa sociale che trasforma, ma l’incontro che diventa generativo.

È il caso delle relazioni tra impresa for profit e imprese sociali: quando le partnership si realizzano, si verifica un processo di cambiamento e apprendimento reciproco che investe e in ugual misura, tutti gli attori coinvolti, come le analisi di impatto sociale realizzate dimostrano; questo è quanto emerge dagli sociali studi mirati dedicati agli effetti delle collaborazioni che Associazione Isnet ha realizzato negli ultimi 12 mesi.

È convincimento della scrivente, che per avviare un reale percorso di cambiamento occorre anzitutto partire da ciò che c’è, indagare il presente anziché proiettarsi frettolosamente a caccia di visioni di futuro. E gli studi di impatto sociale dedicati alle partnership miste sono un’opportunità di tenere i piedi per terra, e cominciare a progettare il futuro ascoltando il presente.

Di seguito qualche evidenza degli effetti generati dalle partnership impresa sociale e impresa for profit che rivelano la funzione emergenziale dell’impresa sociale, anche in tempi non sospetti, a qualche mese dall’inizio della pandemia.

Gli studi di caso attraverso la VIS

La capacità delle imprese sociali di innescare processi trasformativi è documentata dalle analisi di impatto sociale dedicate alle partnership impresa sociale – impresa for profit.

Alla base delle analisi di impatto sociale c’è la teoria del cambiamento: l’impatto sociale può essere definito come l’effetto generato su uno o più stakeholders a seguito di una determinata attività. L’analisi di impatto sociale prevede che vengano considerati gli effetti di determinate attività al netto di effetti di altra origine (attribution); effetti che si sarebbero comunque verificati (deadweight); diminuzione degli effetti nel lungo periodo (drop-off); conseguenze negative (displacement).

Le analisi di impatto sociale sulle partnership aziendali svolte da Isnet hanno centrato l’attenzione sulle attività di inserimento lavorativo di persone con svantaggio, ossia sull’inclusione lavorativa; da queste analisi è emerso che l’attività di inclusione lavorativa delle imprese sociali protagoniste dell’analisi di impatto ha prodotto effetti su 5 tipologie di stakeholders: i lavoratori svantaggiati, le loro famiglie, il personale della cooperativa, gli enti invianti (servizi di segnalazione dei casi di inclusione), le imprese clienti.

La fase di identificazione degli outcomes (benefici o, più in generale, effetti delle attività) è stata realizzata coinvolgendo direttamente gli stakeholders, così da comprendere se gli obiettivi di cambiamento fossero gli unici da considerare oppure nel corso delle attività si fossero verificati altri effetti e se gli obiettivi di cambiamento avessero un reale riscontro nei fatti.

Per esigenza di sintesi si riportano di seguito solo un breve estratto per un totale di 12 item esemplificativi che emergono dalle interviste e che riguardano i lavoratori beneficiari e, tra gli stakeholders, le imprese for profit con cui le imprese sociali hanno lavorato.

Alcuni degli effetti dichiarati dai lavoratori con svantaggio:

  1. Ho migliorato il rispetto di orari e di regole
  2. Ho modificato il carattere, questo mi ha permesso di riprendere un matrimonio che stava fallendo, e instaurare un legame con mia figlia
  3. Gestisco un piccolo gruppo, non avrei mai pensato di riuscire a farlo
  4. Prima ero uno zingaro “pensato per me pensato per tutti”. Ho dovuto imparare a lavorare rispettando i ruoli e le responsabilità
  5. Se non si condivide con altri le proprie esperienze non si può riuscire a crescere
  6. Nei rapporti in famiglia molto spesso invece di arrabbiarmi penso a modalità alternative di comunicazione.

 

Alcuni degli effetti dichiarati dalle imprese for profit

  1. L’inclusione non si manifesta solo sul piano delle competenze lavorative ma anche sull’incremento delle relazioni tra colleghi che spesso diventano anche extra lavorative.
  2. L’impresa sociale ci ha permesso di far vedere la persona svantaggiata anche come portatore di competenze
  3. Ci siamo sentiti orgogliosi nel dare un contributo sociale
  4. Ci siamo resi conto dell’importanza di combattere il pregiudizio
  5. Abbiamo imparato a gestire meglio le relazioni con il nostro personale
  6. Ci siamo resi conto che non ha senso utilizzare la forma della deroga per l’esonero sulla Legge 68/99

Gli effetti riportati non sono esaustivi rispetto a quelli rilevati, ma sono già interessanti di per sé e attivano un processo di apprendimento reciproco: l’impresa sociale impara ad esser più impresa rendendo più efficienti i processi organizzativi, l’impresa for profit impara una responsabilità sociale autentica con interventi calati nelle comunità e spesso accompagnati dalle stesse imprese sociali.

Sono effetti che emergono chiaramente dalle analisi condotte e rappresentano quindi un dato di fatto che travalica il buonismo di una narrativa sul sociale e rivela un modello di apprendimento reciproco, confermando il carattere “emergenziale” dell’impresa sociale che cura e fertilizza le relazioni e genera novità.

Come vanno le partnership aziendali: un ponte per favorire le relazioni tramite l’art 14 (“questo sconosciuto”)

L’ultima edizione dell’Osservatorio Isnet restituisce una lettura per cluster di impresa e rivela che le imprese sociali di inserimento lavorativo che hanno realizzato partnership aziendali, presentano valori circa l’andamento economico e la propensione all’innovazione superiori alla media: il 54,5% ha indici di innovazione medio alti, +14,5% rispetto al campione generale; l'84,6% delle imprese ha previsioni di stabilità e crescita economica contro il 76% del campione generale. I dati sull’occupazione sono arricchiti da un focus sul lavoro dedicato alle partnership tra aziende ed imprese sociali anche con l’utilizzo delle convezioni ex art 14 e alle loro ricadute[i]. Le imprese sociali che utilizzano le convenzioni, il 14,9% della porzione di campione di imprese sociali di inserimento lavorativo, prevede una crescita delle persone inserite del 27,3%, superiore di 4,3 punti percentuali rispetto al campione generale e una buona dinamicità interna: nessuna di queste organizzazioni dichiara di non aver potuto fare innovazione nell’ultimo anno a causa di resistenze interne al cambiamento, indicatore che invece pesa l’11,5% nel campione generale.

Sono dati che confermano l’impatto positivo delle partnership aziendali anche se sono ancora poche le imprese sociali e le aziende che utilizzano le convenzioni ex art 14. Tra le motivazioni, in un caso su due si lamenta la mancanza di relazioni sufficienti con aziende che potrebbero essere interessate. Sarebbe opportuna la creazione di luoghi di conoscenza tra le differenti tipologie di imprese pensati come spazi di novità e cambiamento per tutti gli attori coinvolti, oltre che con effetti immediati e postivi per i lavoratori svantaggiati.

Cambiare o Valorizzare?

E il cambiamento, anche quello prodotto dalle partnership qui descritte, non è mai stato così in voga come in questo tempo, quasi che la crisi del COVID 19 abbia fatto da catalizzatore per la trasformazione. Sembra di assistere ad una sorta di chiamata collettiva, nel proliferare di sigle ed eventi connotati da questo auspicio[ii]. Il caso delle partnership nei processi di apprendimento reciproco osservati, testimonia la possibilità di intraprendere un percorso concretissimo di generazione del cambiamento così da passare dai proclami all’attivazione di una pista di sperimentazione fattiva. L’auspicio è che questo tempo sia favorevole ad interventi per la valorizzazione degli strumenti legislativi già in essere e la diffusione delle buone pratiche, continuando a progettare il futuro ascoltando e valorizzando anzitutto il presente. È questo il proposito perseguito dal tavolo di lavoro indetto dal Ministero del Lavoro, che ha inaugurato un “Patto per un nuovo paradigma economico” sottoscritto da alcune organizzazioni tra imprese sociali e for profit e associazioni dedicati alla promozione dell’economia sociale tra cui Isnet. Il tavolo di lavoro sta sollecitando e promuovendo un dialogo con i policy maker su temi di stringente attualità per la promozione di un modello economico ispirato ai principi di sostenibilità economica ambientale e sociale.

[i] I dati fanno riferimento all’utilizzo delle convenzioni previste dall’ex art 14 del Dlgs 276/03 D.Lgs. 276/2003 che sono uno strumento per l’inserimento lavorativo. Attraverso queste convenzioni le aziende assolvono gli obblighi della Legge 68/99 affidando commesse di lavoro a cooperative sociali di inserimento lavorativo

[ii] In merito si legga anche l’esito della prima edizione dell’osservatorio sulle previsioni di cambiamento post covid realizzata da Associazione Isnet durante la fase 1 del lockdown su un campione rappresentativo di cittadini italiani , che chiede – in quella fase – un cambiamento per il futuro delle società sviluppate https://www.rivistaimpresasociale.it/forum/articolo/i-dati-dell-osservatorio-isnet-sulle-previsioni-di-cambiamento-post-covid-1

Rivista-impresa-sociale-Laura Bongiovanni Associazione Isnet

Laura Bongiovanni

Associazione Isnet

Presidente di Isnet, associazione che in parternariato con una rete di 1283 imprese sociali in tutta Italia, realizza attività di ricerca per favorire lo sviluppo dell’economia sociale. Dal 2007 è responsabile dell’Osservatorio Isnet sulle imprese sociali in Italia, giunto nel 2018 alla XII edizione. È esperta in tecniche di ricerca qualitativa con particolare riferimento alle analisi di contenuto e ricerca semantica e si occupa di ricerca sul tema dell’impresa sociale e dell’economia sociale. È tra i promotori della Biennale della prossimità.

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Argomento:  Impresa sociale
data:  29 luglio 2020
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