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ISSN 2282-1694
Tempo di lettura:  3 minuti
Argomento:  Attualità
data:  19 maggio 2021

Colonne del bene comune

Andrea Tittarelli

Andrea Tittarelli intervista Padre Enzo Fortunato, direttore del Sacro Convento di Assisti, conversando con lui di Chiesa, Terzo settore, Economy of Francesco, fraternità, fundraising e internet: discorsi intorno al Terzo settore che "è in tutta la nostra vita: dai reparti maternità, ai luoghi dell'eterno riposo, passando per le scuole, il tempo libero e lo sport".


Il nonprofit è in tutta la nostra vita: dai reparti maternità, gestiti, in certi casi, da Fondazioni, ai luoghi dell'eterno riposo, spesso coordinati da cooperative; passando per le scuole, talvolta amministrate da organizzazioni senza scopo di lucro, per il tempo libero e lo sport — vastissimo il panorama degli enti costituiti da un insieme di persone fisiche o giuridiche legate dal perseguimento di uno scopo comune nel campo della ricreazione e dell'attività fisica. Seppur così diffuso e democratico — disseminato, dunque, di fruitori con funzioni autoriali — gode anch'esso di figure di riferimento, le quali, incarnando una peculiare vena identitaria di settore, popolano la scena culturale con profonda sobrietà. Con lo spirito creativo di chi “provoca” il sistema di riferimento mirando alla sorpresa, con questa intervista a Padre Enzo Fortunato cerco di testimoniare come il nonprofit sia entrato e si muova nella vita di chi, grazie a un carisma gentile, sta orientando il nostro fare comunitario.

Padre Enzo Fortunato è frate minore conventuale, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi. Originario di Scala, uno dei borghi più antichi della costiera amalfitana, si è laureato in psicologia per poi conseguire un dottorato in teologia; studi che gli hanno permesso di diventare docente in varie facoltà - la Pontificia Università Antonianum, L'istituto teologico di Assisi e la Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura. Negli anni ha pubblicato diversi libri divenuti veri e propri casi editoriali - Vado da Francesco (Mondadori, 2014), Francesco il ribelle (Mondadori 2018) e La tunica e la tonaca. Due vite straordinarie, due messaggi indelebili (Mondadori 2020). Dal 2011 tiene una rubrica in onda su Rai1 dal titolo «Tg1 Dialogo» e su Radio Rai1 conduce «In viaggio con Francesco». Conosciuto anche per essere il direttore della rivista San Francesco patrono d’Italia, collabora con diverse testate giornalistiche, tra cui "Avvenire", "HuffingtonPost", "Corriere della Sera" e "Il Sole 24 Ore". Pronti via.

Padre Enzo, qual è stata la sua prima esperienza con una organizzazione nonprofit?

Con la Chiesa, nell’occasione particolare delle raccolte di beneficenza in paese;momenti in cui emergeva lo sguardo attento di questa grande famiglia versochi viveva ai margini.

Come ha incontrato la scintilla che l’avrebbe accompagnata, con il tempo, a divenire una figura di riferimento nel campo del Bene Comune?

I miei genitori avevano un ristorante e di mattina, essendo liberi,organizzavano spesso delle gite. Un giorno, mentre stavamo andando al mare,al bivio tra Ravello e Amalfi incontrammo molte auto lussuose in fila per unacerimonia nelle vicinanze. A un passo da tutto quello sfarzo, ai margini dellastrada, vidi delle persone in stato di forte bisogno. In quell’istante realizzaitutta la divergenza di cui il mondo spesso si fa triste teatro, ma, al contempo,percepii la grande possibilità che ha l’uomo di fare del bene.

Oggi la Chiesa è più partner o parte del Terzo Settore? E aldilà di questa costatazione – del dato di realtà che lei registra - quale ruolo dovrebbe giocare verso un’economia civile?

Oggi, la Chiesa è una forte alleata del Terzo Settore. Ricordo, ad esempio,quando, raccogliendo e rappresentando l’indignazione di molti confratelli,scrissi l’editoriale “Se si fa del male al bene c'è da preoccuparsi” ripresorapidamente dalle principali testate nazionali. Il Governo giallo-verde avevaappena varato una misura finalizzata all’azzeramento delle agevolazioni fiscalipreviste per il comparto nonprofit. Ero talmente indignato che denunciaichiaramente, nero su bianco, come la manovra che si stava consumando,destabilizzando chi da sempre cerca di essere strumento di bontà, avrebbefortemente minato il bene. A stretto giro mi chiamò il Ministro Luigi Di Maio –a quel tempo allo Sviluppo Economico – esprimendo il suo impegno per unarevisione sostanziale del testo in questione che a stretto giro venne ritirato.È evidente quanto la Chiesa stia prendendo iniziativa verso questo settore.Papa Francesco ci sta invitando ad uscire, tra la gente, con la stola e ilgrembiule. Con la stola del Ministero – della devozione – e con il grembiule persporcarsi le mani. È in questo stile che si trova una partnership feconda peraiutare l’uomo. Personalmente, laddove permangono capacità emergenti,sono contrario all’assistenzialismo puro, poiché sterile; è evidente comeesistano delle sacche che hanno bisogno più che altro di un sostegnostimolante; gruppi sociali dove è possibile rimettere in moto energie latenti eparticolari, da scovare e attivare per vie riabilitative classiche o abilitativeoriginali in cui il lavoro – elemento primigenio della dignità umana –rappresenti un fattore strategico.

“Economy of Francesco” - un nuovo think thank formativo ispirato ai valori francescani, dal taglio marcatamente macroeconomico... Elementi come la fraternità, hanno bisogno di un paradigma per poter raggiungere gli uomini? La coscienza ha bisogno di una scienza?

Questo pontificato ha messo al centro con forza, nel cuore della Chiesa, ilCarisma Francescano; indirettamente, con la scelta del nome, Papa Francescoha tracciato tre grandi linee operative: pace, fraternità e solidarietà. Aspettiprofondamente armonici che non possono prescindere l’uno dall’altro.Ma cosa significa camminare all’insegna delle direttrici indicate dal SantoPadre? Per iniziare a intravedere una strada occorre ricordare le parole delpoverello di Assisi “voglio lavorare con le mie mani e voglio che tutti lavorino”;da qui è evidente come sia necessaria una visione, un paradigma se vogliamo:lavoro per tutti, senza omologazione, sulla base del carisma che ognuno ha.Nelle fonti francescane troviamo un episodio bellissimo in cui Francesco,interrogato sulle caratteristiche del frate perfetto, risponde promuovendotutti, celebrando l’importanza delle varie capacità e della diversità: chi sapevaleggere, chi sapeva scrivere, chi sapeva lavorare la terra, chi sapeva far diconto, chi aveva visione artistica...Ecco, Economy of Francesco ha messo in luce questa peculiarità del lavoro: lacapacità, se inteso come strumento equo di promozione umana eleggibile adiritto universale, di assolvere alla valorizzazione del talento di ciascuno.

Francesco come avrebbe visto il fundraising, ovvero l'azione pianificata di raccolta fondi finalizzata al sostegno di una buona causa?

Mi sembra chiaro come Francesco sia stato uno dei primi ad aver pianificato laraccolta fondi e di come lo abbia fatto attraverso la pratica della mendicanza.Cos’è, in fondo, una campagna di fundraising, se non una forma post-modernadel mendicare? Quel mendicare non tanto per sé o per una realtà ristretta,bensì per una finalità più larga che crea senso, condivisione e prospettiva in chidà, in chi riceve e nei beneficiari indiretti. Si, l’origine della raccolta fondi credosia nel DNA francescano e in quello degli ordini medioevali orientati alla sceltadella mendicità.

Lei è un frate spiccatamente smart - ormai il “buongiorno brava gente” con cui apre le dirette dalla sua pagina facebook è diventato un vero e proprio hashtag; internet, i social: bolge infernali o promesse di una sana globalizzazione?

Tutto può volgere all’inferno o a una sana partecipazione – una sana globalizzazione – dipende sempre dall’uso che se ne fa. All’inizio, quando le dirette erano poco partecipate, mi chiedevano cosa stessi facendo con questo “buongiorno brava gente”; poi, con migliaia di fedeli coinvolti e partecipi, è stato palese che uno strumento, seppur non convenzionale, usato e vissuto bene può portare bene.

Rivista-impresa-sociale-Andrea Tittarelli Università di Perugia

Andrea Tittarelli

Università di Perugia

Tempo di lettura:  3 minuti
Argomento:  Attualità
data:  19 maggio 2021
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