Accanto all’ampia sezione monografica dedicata al trentennale della legge 381/1991, questo numero di Impresa Sociale propone altre due piste di approfondimento che si sviluppano attraverso quattro saggi in cui sono riportati gli esiti di alcuni lavori di ricerca originali. Doveroso quindi esprimere gratitudine agli autori che hanno deciso di offrire alla nostra rivista l’esito delle loro elaborazioni, frutto anche di impegnativi sforzi di raccolta di dati primari.
Il primo filone è costituito dall’esplorazione delle peculiarità organizzative delle imprese sociali. Nel saggio di Pasinetti, Rocca, Sacchetti e Bodini si propone uno studio di caso di Rete CAUTO, che a Brescia ha sviluppato una peculiare attenzione alle forme di partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori, mentre il contributo di Piga e Pisu presenta il caso della cooperativa La Lanterna di Cagliari, di cui sono approfondite le funzioni di diversity management inquadrate in una prospettiva intersezionale. In entrambi gli articoli lo studio dei casi è incardinato su un ampio esame della letteratura sul tema, consentendo così al lettore di ricollegare le analisi empiriche a significativi filoni di riflessione teorica.
I successivi due saggi vedono il volontariato - nel primo caso - e le imprese sociali nel secondo alle prese con l’emergenza sanitaria. Padova era stata designata nel 2020 quale capitale europea del volontariato, con la previsione di un fitto calendario di manifestazioni; ovviamente a seguito del Covid il tutto è stato profondamente ripensato e riorganizzato, ma, si chiede l’indagine presentata da Cosentino, Demita, Gaboardi e Santinello, con quale impatto sulla città e sulle organizzazioni di volontariato? Luciano Tosco ha invece realizzato un’indagine su come alcune cooperative sociali piemontesi che operano nei servizi per l’infanzia abbiano affrontato uno scenario inedito come quello determinato dalla necessità di svolgere il proprio lavoro educativo a distanza; le tecnologie digitali, da questo punto di vista, rappresentano solo un ripiego da abbandonare appena possibile o vi sono elementi sperimentati nella fase pandemica che possono essere comunque recuperati?
Dopo questi contributi di ricerca, Impresa Sociale propone una documentata e coinvolgente analisi di Galera, Giannetto e Pisani che, a partire dal caso Riace, sviluppano una critica di modelli di assistenza assistenziali e burocratizzati, sino a chiedersi: “come e in che misura è possibile innovare nel complesso campo dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti senza esporsi al rischio di essere accusati di peculato, turbativa d’asta o favoreggiamento dell’immigrazione clandestina? Se è di inclusione autentica che vogliamo parlare, non andrebbe forse detto fuori dai denti che sono queste stesse regole, pensate per garantire un’accoglienza tampone, frutto di un approccio per lo più securitario ed emergenziale, ad aver fatto il loro tempo?”
Il numero si chiude con una attenta recensione di Luca Gori a libro di Emiliano Frediani La co-progettazione dei servizi sociali. Un itinerario di diritto amministrativo, confermando l’attenzione della nostra rivista per i temi dell’amministrazione condivisa.