Il fatto che esista una “Europa Sociale”, un’Europa attenta quindi non solo a favorire l’azione dei soggetti economici, ma anche ai diritti dei cittadini più fragili, non è scontato: è un percorso che, pur trovando alcune radici più antiche, vede una svolta nel momento in cui il continente viene investito da successive crisi: l’esplosione della bolla finanziaria nel 2008, la crisi del debito del 2011 e, recentemente, la pandemia iniziata nel 2020. Da una parte vi è consapevolezza dell’inadeguatezza delle ricette liberiste – non estranee a responsabilità delle crisi – dall’altra costruire e diffondere la consapevolezza circa il ruolo che l’impresa sociale può avere nel rilancio del continente si è dimostrato impegnativo: è un cambiamento culturale, politico e strategico che richiede una diversa mentalità dei vari soggetti istituzionali coinvolti. Anche se, come notano gli autori, dopo anni di timidezze, ora sembrano emergere alcuni segnali confortanti.
Imprenditoria sociale e politiche europee
L’evoluzione degli scenari dalla Comunicazione sull’imprenditoria sociale al Piano d’azione per l’economia sociale
Giuseppe Guerini
L’economia sociale nel panorama europeo
Anna Athanasopoulou, Patrick Klein